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Piano Carni Bovine Nazionale, cosa cambia per gli allevatori

Gli allevatori italiani propongono al governo un Piano Cani Bovine Nazionali in difesa della qualità e sostenibilità dei loro prodotti. 
Sostenibilità è il temine e l’obiettivo che, a partire dal lontano 1987 quando comparve per la prima volta nei rapporti della Commissione Europea, domina il panorama mondiale. 
Nel 2020, infatti, l’obiettivo di sviluppo sostenibile fu introdotto nella strategia definita Farm to Fork che mira al rispetto di pratiche rispettose dell’ambiente attraverso appositi disciplinari come quello che propone di regolare l’attività degli allevamenti bovini. 
In Italia, di fatto, i metodi adottati sono già molto diversi da quelli impiegati in altre parti del mondo, intensivi tanto da essere definiti “feed lot”, dove gli animali vengono ospitati in capannoni e nutriti con mangimi concentrati e, talvolta, addizionati di estrogeni.
È importante chiarire che in Italia queste pratiche non sussistono mentre gli animali vengono allevati in “ambienti protetti” dove ricevono le cure più adatte. 
Come afferma infatti il Consorzio Sigillo Italiano, che da tempo sostiene il valore di un allevamento etico e sostenibile per la produzione di carni di qualità, il sistema italiano di allevamento protetto, che tutela l’animale da intemperie, parassiti, variazioni di clima e stress, tutela di fatto la qualità delle carni immesse sul mercato, che coprono il fabbisogno nazionale per il 51%. Il resto proviene dall’estero e qui si apre un capitolo importante: come distinguere sul banco della grande distribuzione le carni provenienti da allevamenti italiane da quelle di provenienza estera? 
Per rispondere a questa esigenza e per fornire la massima chiarezza al consumatore, gli allevatori italiani hanno stilato un Piano Carni Bovine Nazionali e l’hanno presentato al governo. Il Piano si fonda su tre principi di base:
il Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia
la produzione di vitelli giovani per evitare l’importazione dall’estero
il finanziamento interprofessionale, allo scopo di incrementare la comunicazione ai consumatori.
In attesa dell’approvazione del piano Disciplinare, attesa per settembre 2023, il Sigillo Italiano aggiunge al suo marchio il simbolo dell’allevamento sostenibile con l’immagine della fogliolina verde e prosegue la sua opera allargando gli orizzonti ad altri campi alimentari come uova, pesce, latte e prodotti caseari, riunendoli tutti, quando rispondenti ai suoi principi di “sostenibilità”, sotto l’unico ombrello del Consorzio Sigillo Italiano.

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