Carne bovina

Coalvi Consorzio di Tutela della Razza Piemontese

Würstel di Fassone di Razza Piemontese

Lo sfizio genuino.

Se dessimo a un bambino la possibilità di scegliere tra una porzione di bollito e un paio di würstel sicuramente la preferenza andrebbe sulla seconda opzione, ma, per la fama che questo salume si porta dietro, non mancherà un certo freno nell’accontentarlo. Nato come soluzione per utilizzare i rifili della carne del maiale, non sfruttabili per destinazioni più nobili, il würstel è ben presto divenuto il riciclo degli scarti, con un’ingombrante presenza di grassi saturi. Fatta eccezione per pochi prodotti artigianali, accontenta il palato con poca spesa, ma fa storcere il naso al dietologo.

Coalvi ha voluto lanciare la sfida nel creare un prodotto con lo stesso nome e lo stesso sapore, ma con un ingrediente che ne stravolge completamente il profilo nutrizionale: la carne, esclusivamente di Fassone di Razza Piemontese, tracciata lungo tutta la filiera produttiva.

La carne bovina, notoriamente magra, per di più di Razza Piemontese, notoriamente la più magra che esista, mal si presta a realizzare questo prodotto che, per ragioni sia tecnologiche sia di palatabilità finale necessita di una quantità di grasso rilevante. La soluzione è stata trovata inserendo nella ricetta, accanto alla carne, il grasso più nobile che esista in natura, con la più alta incidenza di acidi insaturi e polinsaturi e privo di colesterolo: l’olio di oliva.

Ne è nato un prodotto che, con l’affumicatura naturale, si distingue per il sapore del classico würstel, ma con una speziatura molto delicata e con l’ingrediente principale, la carne, di origine garantita dal Consorzio di Tutela della Razza Piemontese. Coalvi è riuscito in pratica a creare l’equivalente del classico bollito piemontese, condito con un po’ d’olio di oliva, nella veste accattivante del tipico salsicciotto bavarese, mettendo d’accordo, seduti allo stesso tavolo, il commensale più capriccioso col dietologo più austero.

Strada Trinità 32/A
Carrù, CN
Italy

Referente: Emilio Rosso